Il Garante Privacy ha dato il via libera ai controlli incrociati da parte dell'Agenzia delle Entrate sui conti correnti bancari ma ha imposto misure di sicurezza a tutela dei dati sensibili.
Via libera da parte del Garante per la Privacy alle modalità con cui il Governo intende procedere nella lotta all’evasione fiscale, ossia le misure per i controlli incrociati previsti dal decreto “Salva Italia”. Tuttavia, resta ferma la necessità di un controllo sul flusso di dati che le banche dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate.Il Garante ha sottolineato la necessità di porre alcune regole al modo con cui il Fisco controllerà i |
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• L’obbligo di redigere un’analisi dei rischi (art. 31 del codice) ed istruire gli incaricati su di essi • L’obbligo di istruire gli incaricati sulle procedure di autenticazione informatica e di gestione delle credenziali di autenticazione (allegato B dal punto 1 al punto 11) • L’obbligo di istruire gli incaricati sul sistema di autorizzazione (allegato B dal punto 12 al punto 14) • L’obbligo di individuare i soggetti coinvolti nel trattamento (incaricati, responsabili, amministratori di sistema etc. artt. 29 e 30 del codice e punto 15 dell'allegato B) • L’obbligo di proteggere gli strumenti elettronici ed i dati rispetto a trattamenti illeciti, accessi non consentiti, programmi maligni e conseguente istruzione del personale. (allegato B punti 16 e 17)
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L’art. 45 del decreto legge sulle semplificazioni, approvato dal Consiglio dei Ministri, abroga tutte le previsioni contenute nel Codice della privacy e nel Disciplinare tecnico sulle misure di sicurezza che si riferiscono al Documento Programmatico sulla Sicurezza per il trattamento dei dati personali.
In particolare il decreto interviene all’art. 34, lett. g), comma 1 e comma 1 bis, del D.Lgs 196/2003 (Codice della Privacy) e al suo Allegato B, paragrafi da 19 a 19.8 e 26 (Disciplinare Tecnico in materia di misure minime di sicurezza), cancellando le norme relative all’obbligo di redazione e aggiornamento del DPS (sia in forma ordinaria che abbreviata).
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LA PRIORITÀ - Le imprese devono attrezzarsi per monitorare e catalogare le comunicazioni in entrata e in uscitaLa necessità di una gestione più rigorosa della posta elettronica è confermata dal valore probatorio che alcune pronunce della giurisprudenza di merito hanno riconosciuto ai messaggi e-mail, anche a fondamento del rilascio di decreti ingiuntivi.
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comunicazione del Ministero dello Sviluppo:
OGGETTO: Comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata al registro delle imprese (art. 16, c. 6. DL 185/08) ¬ Circolare n. 3645/C del 3/11/2011 - Indicazioni integrative.
Nell’approssimarsi del termine per procedere all’adempimento richiamato in oggetto questa Amministrazione ha provveduto, con circolare n. 3645/C del 3/11/2011, a fornire a codeste Camere alcune indicazioni operative. Nella predetta circolare, tra l’altro, era specificato che <<il mancato rispetto del termine del 29 novembre 2011 comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 2630 del codice civile in capo al legale rappresentante dell`impresa stessa>>.
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 Una tra le ricerche più complete sul crimine informatico rivela oltre 1 milione di vittime al giorno nel mondo. Agli internauti italiani il cyber crime è costato 617 milioni di euro
Per la prima volta un’indagine della Norton calcola il costo globale legato al crimine informatico, che ammonta a 114 miliardi di dollari all’anno. Se consideriamo il valore attribuito dalle vittime al tempo perso a causa del cyber crime, lo studio rivela una spesa di altri 274 miliardi di dollari. |
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Social engineering: c'è e si paga Una indagine di Check Point Software evidenzia come i rischi associati al social engineering siano reali. I dipendenti sono la prima linea di difesa.
22 Settembre 2011 Non c'è l'Italia tra i Paesi monitorati in questa indagine promossa da Check Point Software, ma i risultati sono sufficienti a far suonare un campanello d'allarme che le nostre imprese non possono ignorare.
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 Non nominare l'amministratore di sistema privacy può costare caro. L'omissione apre la strada alla applicazione della sanzione prevista dall'articolo 162, comma 2 ter, del Codice della privacy.
In caso di inosservanza dei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie o di divieto di cui, rispettivamente, all'articolo 154, comma 1, lettere c) e d), è applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da 30 mila a 180 mila euro. Sanzioni tra l'altro incrementabili se ricorrono situazioni |
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Le osservazioni dell'avvocato Valentina Frediani sul caso relativo al Comune di Milano.
Attenzione! Non aggiornare l'antivirus è reato. Lo ricorda l'avvocato Valentina Frediani, esperta di problemi legali legati al mondo della rete.
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Imprese e p.a. devono avere un amministratore di sistema, secondo quanto previsto dal provvedimento del garante della privacy del 27 novembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2008.
La misura consiste nella individuazione e formale nomina di chi amministra i sistemi informativi di una azienda, di un ente o di uno studio professionale. |
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